Vicofaro Porto Aperto Onlus
Là dove si esprime la concretezza del Vangelo.
AGGIORNAMENTO
La comunità di Vicofaro a Pistoia che ospitava migranti e che noi Cuoche Ribelli abbiamo amato e sostenuto per anni, non c’è più.
Testo di Patrizia Giannuzzo e Patrizia del Vecchia
Da quando don Massimo Biancalani circa dieci anni fa rispose all’esortazione di Papa Francesco di aprire le porte delle parrocchie ai fratelli migranti e trasformarle in ‘ospedali da campo’, centinaia di ragazzi sono passati da Vicofaro; perché l’unica vera regola era: nessuno che abbia bisogno verrà lasciato fuori. Così via via il numero è cresciuto e sono stati occupati tutti gli spazi possibili, compresa la chiesa; erano gli ultimi degli ultimi, molti esclusi dai percorsi di accoglienza istituzionali perché senza documenti, impigliati in grovigli burocratici, malati psichici traumatizzati dalle violenze subite.
La comunità non aveva nessun finanziamento né dallo stato né dalla chiesa, erano sostenuti soltanto da privati, associazioni, e rappresentanti di altre religioni; le condizioni igienico-sanitarie erano precarie e tanti i problemi legati al sovraffollamento.
Quella grande, caotica e vitale comunità si reggeva soprattutto sull’affetto e sull’ascolto che don Massimo dispensava senza riserve e senza pregiudizi. La sua priorità era l’accoglienza.
Con una rapida e inumana azione congiunta del vescovo e del sindaco di Pistoia, il mese scorso i ragazzi sono stati smistati presso varie sedi Caritas, i locali sgomberati e le porte chiuse con enormi lucchetti. Gli ultimi quattro giovani, malati psichici spaventati e piangenti sono stati presi con l’intervento plateale di una trentina di agenti in tenuta antisommossa mentre don Massimo gridava una sola parola: Vergogna! Perché questo era, una vergogna.
Ora alcuni hanno accettato l’ ospitalità della Caritas, alcuni sono tornati alla vita di strada, alcuni sono nei CPR.
Possiamo immaginare le piccole ragioni dello sgombero disumano, dell’accanimento di stampa e social contro don Massimo, delle ragioni del vescovo, del tornaconto di politici nazionali e locali, come il sindaco di Pistoia, fresco di candidatura alle elezioni regionali.
Ma tra gli amici e i sostenitori di don Massimo ci sono tanti credenti, tanti non credenti, tanti fedeli di altre religioni perché la sua opera è anche e soprattutto un atto politico in difesa dei diritti umani. Modestamente, ci siamo anche noi.
Ma don Biancalani non abbandona la sua idea di “chiesa ospedale da campo”: l’accoglienza continua a Ramini nella piccola Chiesa di San Nicolò, dove ad oggi sono ospitati 40 giovani fratelli immigrati.
Cos’era Vicofaro?
Vicofaro, una risposta concreta.
Nella Parrocchia di Santa Maria Maggiore Vicofaro, quartiere di Pistoia, il parroco Don Massimo Biancalani apre le porte della chiesa a chiunque si trovi in cammino spinto dal bisogno, in fuga da guerre, calamità, persecuzioni e discriminazioni che minino integrità fisica e dignità.
Con semplicità e dedizione, fuori dagli schemi istituzionali e dalle convenzioni, Vicofaro ancora oggi è un prezioso luogo di accoglienza fraterna, un porto aperto a profughi, migranti e a senza fissa dimora, in cerca di aiuto. Una comunità dove tanti giovani, provenienti soprattutto dall’Africa Subsahariana, trovano ricovero, sostegno, ascolto e assistenza. Il cammino del sacerdote è lastricato di difficoltà, ostacoli, rischi, impedimenti burocratici e gestionali ma nonostante tutto questo, l’esperienza di Vicofaro non si è mai interrotta: si continua, ogni giorno, ad operare per una giustizia sociale che possa garantire a tutti i cittadini del mondo pari diritti.
Dal 2017 Vicofaro ha fondato Porto Aperto Onlus e mantiene le sue attività grazie a donazioni volontarie.
La scelta di don Massimo Biancalani è quella dell’assoluta e totale accoglienza, “incondizionata”.
La Chiesa che si apre e accoglie.
Una comunità che si fa famiglia.
Per valorizzare le competenze degli ospiti e per autofinanziarsi, nella canonica sono stati allestiti:
Sartoria Solidale
Un laboratorio in cui confezionare zaini, borse e vestiti con materiali di recupero.
Atelier
Uno spazio dove realizzare opere d’arte, quadri in acrilico e disegni a carboncino.
Sostieni anche tu
Vicofaro Porto Aperto Onlus!
Supporta il nostro progetto “Compro e non tengo”
Acquista uno zaino realizzato nella Sartoria Solidale di Vicofaro.
Noi ci occuperemo di farlo arrivare ad Oulx, dove verrà donato a chi vi transita, lungo il cammino verso un futuro migliore.
Oppure scegli uno di questi metodi:
Invia un bonifico intestato a:
VICOFARO PORTE APERTE ONLUS – IBAN IT67A0306909606100000181592
Puoi destinare il tuo 5X1000 a:
Vicofaro Porto Aperto Onlus, C.F. 90066600470
Compra il libro in cui Don Massimo racconta la sua esperienza di “accoglienza radicale” e scopri cosa ha significato e significa per lui e per chi condivide il suo percorso aver scelto di vivere concretamente il Vangelo.
Se puoi, vai a visitare Vicofaro e dedica qualche ora del tuo tempo alla Comunità. Se non puoi, parla di questa realtà, informa e sensibilizza. Noi lì ci siamo state e possiamo assicurare che si tratta di un progetto prezioso che merita tutto il sostegno possibile.